Il territorio/Colli Euganei


I Colli Euganei


I Colli Euganei occupano la parte sud occidentale della Provincia di Padova, immediatamente a nord delle città di Este e Monselice, ben serviti dalla gran viabilità.
Con Legge regionale del 10 ottobre 1989 n°38 è stato istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei che si estende per oltre 18.000 ettari e comprende, in tutto o in parte, 15 comuni con una popolazione residente di circa 44.000 abitanti.
Il parco ha il compito di tutelare i caratteri naturalistici, storici e ambientali del territorio dei Colli Euganei e di promuovere, anche mediante sostegni tecnico-finanziari, le attività tradizionali e quelle compatibili con le esigenze di tutela dell’ambiente naturale e storico.
L’antica origine vulcanica dei Colli Euganei ha prodotto un paesaggio singolare dove ripidi coni vulcanici si alternano ad ondulate dorsali calcaree. Variazioni climatiche legate alla morfologia consentono la vita a piante tipiche del mediterraneo, quali il corbezzolo, l’erica, il leccio, il fico d’India e a specie alpine come il faggio, il mirtillo e lo splendido giglio martagone. Volpe, tasso, donnola e faina, varie specie di rettili e anfibi e una cospicua presenza di uccelli stanziali e di passo completano il patrimonio naturalistico.
La "lunga storia" della presenza dell’uomo nell’area collinare, documentata dai reperti archeologici ed epigrafici conservati nei Musei di Este e di Padova, inizia dal paleolitico, attraverso l’età del bronzo e del ferro – quando fiorì la pacifica e operosa civiltà dei paleoveneti – fino all’epoca romano-venetica. Nel medioevo, grazie alla mitezza del clima, oltre ai villaggi di mezza costa (Boccon, Cortelà, Ronco, Castelnuovo, Faedo e Arquà), sorsero numerosi monasteri ed eremi, i più famosi a Praglia e sul Monte Rua.
Molti furono i castelli e le rocche eretti sulle cime dei colli, fra cui famosa la Rocca Pendice.

La Serenissima portò quattro secoli di pace e di lavoro, nei quali crebbero agricoltura e artigianato: Valsanzibio, Luvigliano, Valnogaredo, conservano notevoli esempi della "civiltà delle ville". Alle prestigiose dimore patrizie si affiancano umili rustici cui vanno aggiunte le testimonianze di "archeologia industriale" come le fornaci, i mulini ad acqua e i frantoi. Il tutto è immerso in un paesaggio agrario dove alle zone boscose si alternano vigneti, oliveti, prati, filari di mandorli e campi di ciliegi, siepi di melograni e giuggioli, in un contesto di insediamento rurale sparso, cui fa capo un antico reticolo di strade e sentieri.

Questo mondo antico, ricco di fantasia e creatività conserva la memoria e l’eredità di una vasta rete di botteghe artigianali che come in tutto il territorio Veneto, fiorirono nei secoli a sostegno delle altre attività produttive e della qualità della vita, con veri e propri distretti specializzati (bambole a Monselice, ceramica ad Este, pellicceria a Selvazzano-Cervarese, ecc..)
Tratto dal supplemento n°2 del Padova Today
 



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